Priscilla, la Regina dei Musical

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Una sera ti ricordi dell’arrivo di “Priscilla, la Regina del Deserto” al teatro Arcimboldi di Milano. Distrattamente ti era sfuggito, ma la sera prima dello spettacolo di una delle date meneghine decidi di comprare il biglietto in prima fila! Una scelta che si è rivelata poi azzeccatissima.

Per i profani, Priscilla è un film cult del 1994 diretto da Stephan Elliot e vincitore di un premio Oscar per i migliori costumi che oltre ai premi, si è guadagnato a pieno titolo la fama come uno dei must della cultura queer e delle pellicole a tema on the road. Nel cast originale i/le protagoniste sono interpretate da Terence Stamp nel ruolo di Ralph / Bernadette Bassenger, Hugo Weaving (l’agente smith di Matrix ed Elrond del Signore degli anelli!!) nei panni di Anthony ‘Tick’ Belrose / Mitzi Del Bra e Guy Pearce come Adam Whitely / Felicia Jollygoodfellow.

La trama

Questo improbabile trio di Draq queen, per una serie di concomitanze si ritrova a dover intraprendere un viaggio attraverso tutta l’Australia, partendo a est da Sydney fino ad arrivare ad Alice verso ovest, per un’importante esibizione in un Casinò, a bordo di uno sgangherato van che prenderà il nome appunto di Priscilla. Il tragitto è scandito da musica godereccia di ogni genere, da lustrini e boa di piume, cocktails colorati e soprattutto dall’outback downunder, una terra australis ricca di stereotipi e contraddizioni, come in tutti i luoghi estremi del nostro pianeta, dove sicuramente questo colorito trio non può far altro che creare un adorabile scompiglio! Nessuno si può aspettare di trovare nel deserto australiano tre uomini sui tacchi a spillo che ridipingono un furgoncino rosa shocking o che scalano, rigorosamente vestiti con sontuosi abiti di scena, le pareti del massiccio Uluru, conosciuto come Ayers Rock, sito sacro agli Aborigeni. Il loro viaggio sarà ovviamente una scoperta della loro storia personale contro tutti i pregiudizi e le barriere, anche quelle che ognuno erge intorno a se.

Il musical

Nel 2006 il film è diventato un musical che dall’Australia è arrivato poi in Nuova Zelanda, fino alla consacrazione nelle capitali più importanti del teatro “musicale”, come Londra e New York a Broadway, fino ad arrivare al nostro paese.

In questa edizione partita a dicembre, che attraverserà tutta la penisola e che ha registrato già più di 350.000 spettatori, si potrà godere di un cast superlativo e talentuoso, con la bellezza di 500 costumi! Interamente suonato e cantato dal vivo, con ballerini superbi e cambi d’abito fenomenali ed esilaranti.

Vorrei potervi trasmettere l’entusiasmo con cui io penso a queste informazioni, ma credo che l’unico modo per rendersene conto sia andare a vedere lo spettacolo a teatro. Qui potrete trovare tutte le informazioni sul tour e sul cast.

In conclusione

Se amate i musical e la cultura queer, impazzirete di gioia e tornerete a casa senza voce per aver gridato tutto il tempo cantando i 25 successi internazionali proposti e per aver urlato esaltati nel vedere ballerini diventare ballerine, coriste diventare bifolchi, bifolchi travestiti da ballerine e coriste calate dall’alto della scenografia, in un tripudio di brillantini! Il tutto condito da battute piccate e frasi scabrose (stiamo parlando della versione integrale) e dalle ottime capacità interpretative degli attori. Se non amate i musical, sarà difficile vi troviate lì, però potrebbe capitarvi di trovare la cosa altamente coinvolgente, a meno che non soffriate di una qualche forma di chiusura verso una cultura inclusiva ed esplosiva come quella LGBT.

E senza che ve ne rendiate conto, in tutta questa euforia più volte il musical pone davanti a delle riflessioni, sull’accettazione di quello che chiamiamo “diverso”, di noi stessi e del fatto che l’amore non ha limiti e confini! Soprattutto se attraversi un continente su un Torpedo riverniciato di rosa.

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