Tra videoclip e booktrailer: la potenza delle immagini.

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La nostra società è sempre più influenzata dalle immagini. Infatti, i video sono ormai parte integrante del mondo della musica e, forse inaspettatamente, della letteratura attraverso i videoclip musicali e i booktrailer.


È certo che Internet e alcuni tra i suoi siti più famosi hanno contribuito a rafforzare il ruolo centrale e la potenza dell’immagine attraverso i video. Del resto, i videoclip possono essere adoperati per svariati scopi: intrattenimento, informazione, finalità artistiche e soprattutto per marketing.

I videoclip musicali

Ad oggi, Youtube è uno dei “motori di ricerca” più utilizzati al mondo, ogni minuto vengono caricati migliaia e migliaia di video. Sicuramente, tra questi rientrano i videoclip che accompagnano le canzoni.

Breve storia dei videoclip musicali

I primi esperimenti in materia vedono come protagonista la musica jazz e risalgono agli anni Venti e Trenta. Si trattava perlopiù di semplici registrazioni delle esibizioni musicali dei grandi artisti del tempo, realizzati in bianco e nero e dalla resa audio piuttosto modesta. Tuttavia, si comprese subito l’enorme potenziale e dagli anni Cinquanta cominciarono ad essere prodotti i primi videoclip musicali a colori simili a quelli che conosciamo oggi.

La televisione ottenne i diritti per mandare in onda questi video, da qui le tantissime trasmissioni musicali nate sia in America che in Europa. Ma il punto di svolta è da fissare nel 1975 quando i Queen registrarono il videoclip di Bohemian Rapsody, curato dal regista Bruce Gowers.

Videoclip Bohemian Rhapsody – 1975

L’impatto commerciale fu notevolissimo, mentre la potenza delle immagini fu sfruttata non solo per la realizzazione del videoclip, ma anche per la creazione della copertina del disco. L’enorme numero di vendite convinse le case discografiche di tutto il mondo a non sottovalutare l’importanza dei videoclip, divenuti ormai strumento di promozione fondamentale per la musica in quel periodo e nei decenni successivi.

Oltre il marketing

Fino ad ora ci siamo soffermati sul solo aspetto commerciale, in realtà sono vari i motivi per cui il videoclip è così importante.

Innanzitutto, la prima funzione è quella di catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Da qui subentrano tutta una serie di motivazioni più profonde. Le immagini racchiuse in un video servono per dare spessore e carattere alla canzone, permettono di spiegare meglio il significato del testo o di illuminare lo spettatore su alcuni particolari. Ad esempio, l’artista potrebbe voler sottolineare un aspetto della canzone che più gli preme o far conoscere meglio il mondo che gli ruota intorno.

Inoltre, il videoclip è per l’artista un ottimo mezzo per farsi conoscere e apprezzare. Infatti le immagini potenziano la musica stessa, per cui un brano accompagnato da un bel video ne uscirà valorizzato. In seguito, lo spettatore sarà invogliato a condividerlo e ad approfondire.

Ricordiamo a questo proposito il successo di Michael Jackson con “Thriller”, il suo singolo più famoso dopo Billie Jean. Il video che ne ha accompagnato l’uscita è in tutto simile ad un film per montaggio, costumi e regia.

Videoclip “Thriller”, Michael Jackson

Del resto, sono molti i cantanti o i gruppi noti per i loro videoclip, particolarmente belli ed originali. Questo contribuisce sicuramente ad accrescere la fama del cantante e della canzone in sé.

Il booktrailer

Fino ad ora abbiamo associato le immagini alla musica, rimanendo in un campo noto a tutti noi. Quello che forse molti non conoscono è che i video possono essere anche uno strumento di promozione per i libri. Da qui i booktrailer che ricordano un altro grande strumento di marketing usato dal mondo del cinema, ovvero il trailer.

Certamente,nel cinema, il trailer serve per invogliare lo spettatore a vedere il film mostrando le scene più divertenti o cariche di suspense, al punto che in alcuni casi il trailer risulta essere migliore del film stesso, creando aspettative troppo alte.

Invece, nel mondo dei libri, il booktrailer si pone l’obiettivo di ricreare l’atmosfera del libro attraverso suoni, parole e soprattutto immagini.

La sua storia comincia nel 2004, quando la casa editrice Marsilio realizza il primo booktrailer, per il romanzo “Kiss me, Judas” di Will Christopher Baer. Sulle sue orme ha continuato la casa editrice Mondadori, con il booktrailer de “Il totem del lupo” di J. Rong e di “Come Dio comanda” di Niccolò Ammaniti.

Booktrailer di “Come Dio comanda” – Niccolò Ammaniti.

Un altro esempio di booktrailer che unisce solo immagini e musica, scegliendo quindi di non servirsi delle parole, potrebbe essere quello di Alessandro D’Avenia per “Ciò che inferno non è”:

Booktrailer di “Ciò che l’inferno non è”, Alessandro D’Avenia.

Altri booktrailer assomigliano, invece, a semplici spot che pubblicizzano il libro: un esempio è quello pensato per “Multiversum” di Leonardo Patrignani. Dal momento che si parla, in tal caso, di una saga di fantascienza questa scelta potrebbe risultare la più conveniente.

Booktrailer di “Multiversum”, Leonardo Patrignani.

Infatti, in un’epoca come la nostra in cui si legge sempre meno il booktrailer cerca di divulgare la lettura attraverso i canali a cui siamo più abituati. Ci sarebbe solo da chiedersi se un filmato può davvero ricreare l’atmosfera di un libro o ci toglie, invece, quello che molti lettori amano più dei libri: la possibilità di immaginare un volto o un luogo, di ricreare nella propria testa, e in maniera indubbiamente soggettiva, il mondo che stiamo leggendo.

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