ECO TIPS VOL. 2 – ECOncerto

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“Io rimango (seh, seh)
Fino a quando (uh, ah)
Non accendo-no le luci (uh, ah)
E i bicchieri abbandonati
Sanno come ci si sente (seh, ah)
Ad essere come diamanti (oh)
Invisibili alla gente”


Coma_Cose – Post Concerto

Eliminare la plastica dai concerti e dalla vita notturna, grazie alle iniziative di Comuni e Onlus.

No, questo non è un altro articolo sui Coma_Cose di cui invece potete leggere nelle altre sezioni di Indielife.

A tutti i melomani sarà capitato almeno una volta ad un concerto, di rimanere fino a veder sbucare gli addetti ai lavori con gilet catarifrangenti a smantellare l’attrezzatura mentre alle spalle la folla scorre verso le uscite, rivelando uno scenario quasi post apocalittico disseminato di rifiuti soprattutto bicchieri di plastica, come descritto in maniera più allegorica nella canzone Post Concerto.

(Matt Cardy/Getty Images)

Che la plastica sia un problema riconosciuto a livello mondiale, è ormai noto a tutti. L’allarme è stato lanciato da organizzazioni governative e non e le istituzioni, a partire dall’ Unione Europea, si stanno mobilitando per la sua definitiva eliminazione.

Di pochi giorni fa è la notizia che microparticelle di plastica sono state rilevate per la prima volta sul ghiacciaio italiano dello Stelvio. Negli ultimi anni è stata comprovata la presenza del derivato del petrolio, praticamente in tutta la catena alimentare, soprattutto nella fauna ittica. Struggenti le immagini di un capodoglio trovato spiaggiato i primi giorni di aprile a Porto Cervo, con tonnellate di plastica nel suo stomaco e un feto morto nel suo ventre.

La situazione attuale

Nell’ultimo periodo, per ragioni di sicurezza, durante i concerti vigono delle regole ben precise per il consumo di cibo e bevande.

Non è possibile portare bottiglie con il tappo, borracce, trasportare flaconi di plastica rigida come creme solari o spray e naturalmente utilizzare bottiglie in vetro, più tutta una serie di norme di sicurezza che poco hanno a che fare coi rifiuti.

Durante gli eventi quindi, le bevande vengono erogate direttamente dall’organizzazione, spesso con un sistema di token non sempre funzionale. I bicchieri utilizzati ovviamente sono in plastica, così come le bottigliette d’acqua  che, sommati al packaging del cibo, al merchandising e ai mozziconi di sigaretta, generano una mole di rifiuti che moltiplicata per il numero di avventori, diventa mastodontica.

Per fortuna, una diffusa consapevolezza e l’adeguamento delle strutture ospitanti permette spesso di fare la raccolta differenziata e non è raro veder passare gli addetti ai lavori che raccolgono prontamente ogni tipo di rifiuto. Questo ovviamente non limita la produzione di spazzatura, ma perlomeno ci si sta muovendo in una direzione razionalizzata, soprattutto durante i grandi Festival, che spesso accolgono migliaia di persone per più giorni consecutivi.

Ma si può fare di più

Come spesso capita, il buon esempio arriva da piccole realtà e dai comuni virtuosi come quello di Milano, che da febbraio 2019 ha presentato l’iniziativa “Milano Plastic Free” insieme a Legambiente e Confcommercio Milano che partendo da alcuni quartieri sta cercando di diffondere la buona pratica dell’utilizzo di materiale più compatibili con l’ambiente come il vetro, laddove possibile, o contenitori di bio plastica compostabili che adesso si possono reperire anche nei super mercati.

Il costo nel breve periodo è di poco superiore a quello dei normali bicchieri usa e getta, ma i veri benefici anche economici si vedranno nel lungo periodo. Se questo circolo virtuoso prendesse piede ovunque, per la legge della domanda e dell’offerta, anche il costo di questi prodotti potrebbe scendere. Purtroppo è ancora necessario puntare sul lato pecuniario, fino a che anche i massimi sistemi riconosceranno il vero valore economico della salvaguardia del pianeta.

La Onlus Worldrise, impegnata nella conservazione della e protezione dell’ambiente marino, ha già attivato alcune iniziative nella night life Genovese ed è arrivata ora a Milano, coinvolgendo  un noto locale che spesso ospita concerti anche di artisti internazionali, la Santeria Toscana 31. Qui potete trovare tutte le informazioni, sperando che questo encomiabile progetto diventi virale in tutta la città meneghina e in tante altre realtà italiane.

La musica sempre in prima linea.

Dal punto di vista degli allestimenti, già da tempo numerosi gruppi ed artisti cercano di costruire show a basso impatto ambientale, con illuminazione led o utilizzando energia proveniente da fonti rinnovabili o movimentando le attrezzature con trasporti eco-friendly, presentando iniziative sulla sostenibilità negli stessi eventi, fino a regole un po’ più “estreme” come il divieto di servire carne ai concerti di Morrissey, ex voce dei The Smiths. Il buon esempio può arrivare da tutti e se artisti e fan si uniscono con lo scopo comune di salvaguardare il pianeta, non può che uscirne qualcosa di bellissimo!

Quindi ai concerti, bevete sostenibilmente!

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