Artisti emergenti: tra self publishing e autopromozione.

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Da qualche anno a questa parte, scrittori e musicisti indipendenti dispongono di un nuovo strumento per emergere: la rete. Ma l’autopromozione o il self-publishing possono davvero funzionare?

Il musicista indipendente e i vantaggi del self-marketing

Ora più che mai, il mondo musicale appare legato indissolubilmente alle logiche del marketing e alle evoluzioni tecnologiche. Senza dubbio da questa unione sono derivati importanti vantaggi: il controllo creativo è nelle mani dell’autore, così come il copyright, i diritti di sfruttamento commerciale e le strategie di distribuzione. Inoltre, l’artista ha la possibilità di aumentare la rete di contatti, di creare un pubblico fedele, di sfruttare una promozione di massa a basso costo e di comunicare direttamente con gli utenti.

Infatti, occorre considerare un fattore: non possiamo affidarci, esclusivamente, al talento. Benché indispensabile, nell’epoca dei social media il talento va necessariamente affiancato ad una strategia operativa, fantasiosa e innovativa ma mai approssimativa. Anche in questo caso, l’artista che vuole auto-promuoversi può contare sulle risorse della rete (da accostare a buone capacità comunicative e di auto-rappresentazione).

Le basi dell’autopromozione: il contatto con il pubblico

Importante è il contatto con il potenziale pubblico. La rete offre gli strumenti utili per interagire con gli ascoltatori, coinvolgerli e renderli partecipi della propria vita artistica. Non si tratta solo di pubblicare il proprio lavoro, ma anche di promuoverlo attraverso i social network e segnalare la sua presenza ai motori di ricerca. Sono numerosi i canali in cui è possibile pubblicare la propria musica, anche a prezzi modici.

Pertanto, sono da tenere presenti:

  • I social community: social network, blog o forum. Insomma, tutto ciò che riguarda l’instaurarsi di una rete di relazioni.
  • I social publishing: tutti quei siti che permettono di diffondere i contenuti al pubblico, compresi blog, Youtube, Instagram, SoundCloud, etc.
  • I social commerce: tutti quei siti che consentono di acquistare o vendere online.

Si potrebbe anche pensare ad un proprio sito web, in cui inserire tutte le informazioni. Anche in questo caso, però, affinché diventi uno strumento utile è necessario promuoverlo in modo tale da fargli raggiungere un buon posizionamento tra i motori di ricerca.

I contro dell’autopromozione

Sicuramente ci sono stati casi in cui i social hanno aiutato ad ottenere un riconoscimento pubblico. Tuttavia, poiché si tratta di canali accessibili a chiunque, ci sono dei grossi limiti:

  • Limiti dei social media. Spesso questi risultano insufficienti, soprattutto nel momento in cui si vuole proporre un lavoro originale e quindi poco in linea con le tendenze del tempo. Talvolta, i blog a cui facciamo affidamento contano su un pubblico di nicchia, insufficiente a garantire una reale visibilità.
  • Passare inosservati. Siamo quotidianamente travolti da una miriade di nuove informazioni, spesso è difficile scovare il vero talento che rischia, quindi, di passare inosservato.
  • Omologazione. Per distinguersi davvero occorre proporre idee originali che, pur rispecchiando il gusto e gli interessi del pubblico di riferimento, siano in grado di aggiungere qualcosa in più.

Editoria e self-publishing

Se in campo musicale l’autopromozione presenta più di qualche difficoltà, nel mondo dell’editoria la situazione non migliora di molto.

Self-publishing significa letteralmente “autopubblicazione”. L’autore ha la possibilità di creare il proprio libro e di metterlo in vendita su appositi siti di e-commerce. Le vendite non avvengono esclusivamente attraverso internet, in alcuni casi, possono prevedere il coinvolgimento di punti vendita tradizionali, come le librerie. L’autore stesso può anche acquistare alcune copie del suo libro attraverso il sito e distribuirle autonomamente attraverso altri canali.

Pro e contro del self-publishing

La maggior parte delle osservazioni fatte per i musicisti emergenti valgono anche per gli scrittori, soprattutto per quanto riguarda copyright e autopromozione. Qui, però, è da osservare un altro importante fattore. Generalmente, lo scrittore ottiene come ricompensa dalla casa editrice solo il 10% del prezzo di copertina, mentre alcuni siti di e-commerce molto noti sono pronti ad offrire sino al 70%. Naturalmente, per raggiungere un simile risultato occorre essere per vari mesi in vetta alle classifiche, si tratta dunque di una possibilità non aperta a tutti. Inoltre, pubblicare un e-book non prevede grossi costi aggiuntivi.

Certamente, il mercato italiano offre meno possibilità rispetto a quello straniero. Ad esempio, negli Stati Uniti, Sheila Rodger, meglio conosciuta come Rachel Abbott, nel quinquennio 2010-2015 è entrata tra i 20 scrittori più letti su Amazon. Questo, tuttavia, non ha impedito ad alcuni critici di porre in discussione le sue qualità di scrittrice, essendo,appunto, una self-publisher.

Sicuramente, un grande vantaggio dello scrittore che decide di autopubblicarsi è la libertà di fare del suo libro l’espressione delle proprie idee e della propria creatività.

Tuttavia, accanto ai pro e ai contro già visti per i musicisti indipendenti, lo scrittore che vuole pubblicare da sé rischia di andare incontro ad altri spiacevoli inconvenienti. Innanzitutto, non va mai dimenticata l’importanza dell’editing. Spesso l’autore di un’opera non riesce ad essere obiettivo con se stesso; talvolta, ad esempio, risulta affezionato a lunghe descrizioni o a complicate digressioni che appesantiscono il testo. Tra l’altro, il conoscere perfettamente il testo potrebbe portarlo ad una lettura veloce che trascura errori, grammaticali e non. Anche l’impaginazione potrebbe presentare errori, per non parlare di un altro elemento considerato fondamentale per rendere il libro appetibile: la grafica della copertina.

Come per la musica, siamo sempre più immersi in nuove pubblicazioni ed è difficile scorgere la vera opera d’arte, tuttavia lì da qualche parte potrebbe esserci un testo degno di nota. Compito dell’artista quanto del ricevitore è il non farsi scoraggiare dai limiti ma di sfruttare appieno le potenzialità di questi nuovi strumenti.

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