Storie da monolocale: Pezzopane [Intervista]

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Storie Da Monolocale è l’album di esordio del cantautore aquilano Pezzopane: nove storie probabili di vita quotidiana vissuta tra le quattro mura di un monolocale milanese. Canzoni semplici per gente complicata. Suoni pop fuori moda. Ironia agrodolce e malinconica felicità. Vita vissuta e ricordi indimenticati. Storie di solitudini che si fanno compagnia in pochi metri quadrati, storie che non pretendono di essere realistiche e che raramente escono di casa, storie di letti soppalcati e di cucine mai pulite.

Raggiungere il monolocale è semplice: primo piano, ultima porta a sinistra prima del cortiletto interno. Citofonare Pezzopane.
Noi siamo entrati e lo abbiamo intervistato per voi.

Parlaci un po’ di te. Quando hai iniziato a fare musica e come si è evoluto il tuo percorso? 

Innanzitutto grazie per l’interesse! Ho iniziato a suonare la chitarra da ragazzino e da subito mi si è aperto un mondo incredibile, una realtà parallela molto migliore del mondo reale. Ho sempre suonato di tutto con svariati gruppi, alcuni molto validi con cui ho anche registrato dei dischi, fino ad altri improbabili che sto ancora cercando di dimenticare. Nella musica ci ho sempre messo l’anima, ricordo un litigio pesante con una mia ex perché non volevo mai andare al mare d’estate con lei per timore di dover rinunciare a fare qualche concerto. Poi negli ultimi tempi ho trovato il coraggio di cantare e suonare le mie canzoni da solo, ed eccomi qua.

Il 28 giugno è uscito il tuo primo album “Storie da monolocale”. Come nasce questo lavoro? 

Il mio disco nasce… in un monolocale ovviamente. Ho vissuto a Milano per un bel po’ di tempo da solo in un minuscolo monolocale sui Navigli, una situazione molto bohemièn. Erano degli spazi ricavati da una ex fabbrica e quindi avevano una struttura particolare, non convenzionale, con il letto soppalcato sulla cucina e due armadi a tentare inutilmente di dividere l’ambiente. Appena arrivato ho messo via la TV e ho preso un block-notes per scrivere nei rari momenti di noia.
Lì dentro ho trovato la mia dimensione, in quel periodo ho vissuto di tutto e ne sono uscite tante belle canzoni che adesso potete ascoltare anche voi. Oltre al disco, ho realizzato anche del merchandise un po’ particolare: tazze e tattoo temporanei con i disegni a tema con le canzoni dell’album. Potete trovarli sul mio profilo Facebook o Instagram.

C’è qualche artista (nazionale o internazionale) che pensi abbia ispirato la tua musica o che ammiri particolarmente?

Nessuno in particolare, tanti in generale. A volte mi diverto a chiedere a chi mi ascolta quali influenze ci trovi nelle mie canzoni, e le risposte spesso sono sorprendenti: mi accostano anche ad artisti che non ho mai ascoltato. Quello che conta però sono le parole, e lì l’ispirazione viene da quello che ti capita nella vita, non si scappa.

Domanda indiscreta: “Francesca” è soltanto un brano o è la Musa ispiratrice di tutte le tue canzoni? 

Francesca rappresenta la nostalgia dell’adolescenza, delle cazzate fatte da incoscienti, delle storie d’amore che bruciano in poche ore. Non è necessariamente una persona reale, anche se per me è sempre estremamente realistica.

Hai in programma qualche data live per quest’estate o comunque per i prossimi mesi?  

Ho passato gli ultimi due anni a suonare da solo o con la mia band. Dal prossimo autunno partirà un tour nei club che sto organizzando proprio in questi giorni. Mi troverete in giro sempre più spesso!

Ascolta qui “Storie da monolocale”, l’album d’esordio di Pezzopane

Non dimenticate di leggere il nostro articolo dedicato ai dieci artisti più influenti del panorama indie italiano.

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