Un intenso rapporto tra letteratura e musica è sempre esistito, basti pensare alla cultura greca. La stessa parola “mousiké” racchiudeva le tre arti ispirate dalle muse: poesia, musica e danza. Del resto, i primi componimenti della nostra tradizione letteraria, come l’Iliade e l’Odissea, furono diffusi oralmente, attraverso cantori che viaggiavano da luogo in luogo.

Nel Medioevo il poema dantesco rese evidente questa commistione: suggestioni sonore e visive hanno sempre il compito di rafforzare l’efficacia narrativa. Così, l’oscurità dell’Inferno è rappresentata attraverso il suono assordante del corno del gigante Nembroth e le uniche voci udibili sono le grida e i pianti dei dannati. Mentre, canti e suoni talmente soavi da non poter essere descritti accompagnano Dante nel Paradiso. Lo stesso poetare dell’autore, il suo procedere per metafore, potrebbe poi rievocare alla nostra mente un canto musicale.
I poemi classici, in particolare le chanson de geste, i poemi cavallereschi, le ballate medievali o l’opera sono soltanto alcuni esempi di questo profondo legame tra letteratura e musica.

Quando la letteratura ispira la musica…

È innegabile che questo rapporto si sia intensificato nei tempi recenti, in particolare a partire del XX secolo, con la nascita di generi musicali più popolari.

Il celebre brano dei Rolling Stones, Sympathy for the Devil, ha come protagonista Lucifero che parla, o meglio canta, in prima persona attraverso la voce di Mick Jagger. La canzone sembra ispirarsi al romanzo Il Maestro e Margherita dello scrittore russo Bulgakov, pubblicato all’incirca un anno prima dell’uscita della canzone. In entrambi i casi il diavolo è rappresentato come un gentiluomo dell’alta società. Jagger, in un’intervista del 1995, negò il parallelismo con l’opera letteraria dichiarando, invece, di essersi ispirato a Baudelaire pur non ricordando quale fosse precisamente la poesia dalla quale ha avuto origine il brano.

E al poeta francese Baudelaire si è ispirato certamente Franco Battiato in Invito al viaggio tratto dall’omonima poesia contenuta ne I fiori del Male:

Confronto tra "Invito al viaggio" nella versione originale di Baudelaire e quella  di Battiato.
Invito al viaggio

L’album in cui la canzone di Battiato è contenuta si intitola, in maniera assai curiosa, proprio Fleurs. Numerosissimi sono gli esempi di canzoni ispirate a opere letterarie. Alcuni esempi si possono trovare in questo link: https://www.noisyroad.it/indie-life/musica-letteratura/, oppure: https://www.illibraio.it/letteratura-ispira-musica-331782/.

Esiste poi un esempio diverso di unione tra letteratura e musica. In alcuni casi sono proprio i cantanti a dedicarsi alla stesura di libri. Tra questi ricordiamo Boris Vian, scrittore, paroliere, drammaturgo, poeta, trombettista e traduttore francese. Sperimentò le potenzialità della lingua con il gruppo dell’Oulipo, in cui fu attivo anche Italo Calvino, dando vita ad un fenomeno espressivo fuori del comune. Vian scrisse molte canzoni e fu anche un apprezzato jazzista.

In Italia, Emidio Clementi, fondatore e principale autore dei Massimo Volume è anche uno scrittore. Numerosi sono i libri da lui pubblicati, l’ultimo risale al 2017. Anche Davide Dileo, noto meglio come Boosta dei Subsonica, a partire dal 2004 si è dedicato alla scrittura di libri. Come ad esempio: https://www.librimondadori.it/libri/cera-una-volta-il-silenzio-davide-boosta-dileo/.
Il cantante ha anche condotto un programma televisivo, Boo(k)sta, in ogni puntata illustrava un libro al quale era legato: un saggio, un racconto, un romanzo, una biografia. Ogni libro gli emanava sensazioni ed emozioni diverse rappresentate da Boosta, nella seconda parte del programma, attraverso il pianoforte o l’elettronica.

C’è poi Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, molto conosciuto nel campo della graphic novel.

Gli esempi di cantanti-scrittori sono ancora numerosi, da Vasco  Brondi, Le luci della centrale elettrica, a Max Collini degli Offlaga Disco Pax, da Andrea Appino degli Zen Circus a Dario Brunori in arte Brunori SAS, e ancora Fabio de Min dei Non Voglio che Clara,  Dente o Rossano Lo Melo dei Perturbazione.

Quando la musica ispira la letteratura…

Non sono solo i musicisti a trarre ispirazione dalla musica, spesso è vero anche il contrario.

La nota segreta di Marta Morazzoni
La nota segreta di Marta Morazzoni

Ad esempio La nota segreta, di Marta Morazzoni, racconta la storia di una ragazza costretta a prendere i voti. Siamo nel 1736, l’unico spiraglio per la ragazza, contro la clausura che le è stata imposta, è rappresentato dalla sua passione per la musica e dal suo straordinario talento. Un giovane in missione, durante le messe cantante, nota la ragazza e la sua voce gli resta impressa, indimenticabile. Nasce così l’amore fra la novizia e Sir John Breval, i due fuggono dal convento e si imbarcano in un mare pieno di insidie. Emerge un personaggio femminile forte e attuale, con il quale la stessa autrice si confronta. Il filo rosso che collega gli eventi e fa scaturire l’azione è dato però proprio dalla musica e dalla soave voce della ragazza.


Da James Joyce, Italo Svevo a casi a noi più vicini, sono tantissimi gli autori da ricordare e certamente il connubio tra musica e letteratura continuerà e forse aumenterà sempre di più.

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