I Segreti, la recensione di “Qualunque cosa sia”

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Nella top-ten di Indielife dedicata agli emergenti con il singolo
“L’estate sopra di noi” troviamo una giovane band, “I Segreti” negli store con il loro primo album intitolato “Qualunque cosa sia”.

I Segreti

Questo gruppo dall’istinto pop e le radici indie, è formato da Angelo Zanoletti, Emanuele Santona, Filippo Arganini, questi ragazzi fanno notare nel loro album di esordio la loro natura di strumentisti e musicisti, senza lasciare né testo né accordi al caso.

Da Parma alla scena musicale nazionale con il loro “Qualunque cosa sia”, prodotto dall’etichetta Futura Dischi, il gruppo si fa notare soprattutto per un sound che si ispira agli anni ’70 e ’80, e dei testi che si innestano nella tradizione di cantautori come i primi Jovanotti e Cremonini, che evidenziano la loro “innocenza generazionale”.

Analizzando le tracce di questo album notiamo come leitmotiv la potenza dei ritornelli che spesso supera in qualità anche le strofe. La voce intima del front-man Angelo Zanoletti si apre nelle ripetizioni e i vocalizzi che si alternano spesso ai synth.

L’ album

La prime due tracce dell’album “Torno a casa” e “Vorrei solo” raccontano non solo la storia d’amore ma anche quella di una band che sta uscendo dal nido del proprio territorio e dalle certezze.

Sono due canzoni simili che con un enjambement si legano nell’ultima e la prima frase.

“Io ritorno sempre e torno a casa/ Io, io ritorno sempre e torno a casa” (Torno a casa)

“Io che torno a casa con te/ Ma ho le scarpe tutte rotte, amore” (Vorrei solo)

Un po’ chiamiamola felicità”,  è la traccia più coinvolgente, quella che sussurra agli anni 70 nelle strofe ma cresce fino al ritornello, come la felicità appunto. La canzone scorre e si avvolge morbida su se stessa tanto da far venire voglia di riascoltarla.

“Sofia” è la ballad, la canzone dedicata alla donna amata (Che non finisce mai?) positiva che si incrocia a quella più sofferente con cui si incrocia intitolata appunto “Come un cane”.

Nella title track “I Segreti” danno il meglio, sia dal punto di vista strumentale che nel testo, si parte da una strofa morbida che si butta in un ritmo dance. “Qualunque cosa sia” è da brividi.

Si ritorna a casa con “Bologna” e il suo cielo stellato: il gruppo si lascia andare ai dubbi e torna ai temi delle prime tracce, con una singolo dove chitarra e voce fanno da padrone, ma non sono ben amalgamate con il resto.

I Segreti con questo album hanno dimostrato di essere una diamante grezzo che ha tutta la caratura per risplendere nel panorama pop, soprattutto se riusciranno a vedere oltre il loro “mondo ideale”.

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